Il mago di Oz (USA, 1939)

di Victor Fleming, con Judy Garland e Ray Bolger


Fiaba musicale dalle sfarzose coreografie e dai colori sfavillanti sulle fantasie oniriche di una bambina che vorrebbe fuggire dalle insoddisfazioni del quotidiano.

Restauro della prima edizione italiana del 1949

È il ritorno alla visione, dopo oltre trent'anni di assenza, del capolavoro di Victor Fleming interpretato dall’indimenticata Judy Garland, nella versione doppiata per il mercato cinematografico nel 1949 e appositamente restaurata.

È un evento importante, e non solo per i cinefili che potranno riassaporare un doppiaggio di qualità superiore ai ridoppiaggi per il circuito televisivo e per l'home video, da tempo ormai le uniche versioni circolanti.

L’opportunità è oltremodo ghiotta perché è possibile riascoltare i frequenti intermezzi musicali cantati egregiamente in italiano dal mitico Quartetto Cetra, con l’ovvia esclusione del brano cult Over the rainbow lasciato doverosamente immutato con la voce originale della Garland.

Finalmente ci si potrà abbandonare alle note delle orecchiabili melodie senza la preoccupazione di leggere le didascalie sovraimpresse, indispensabili per comprendere l’evolversi della narrazione se non si ha la piena padronanza della lingua inglese. Una scelta decisiva per la piena godibilità dell’opera che però nulla concede sul piano qualitativo. Anzi, l’esibizione del Quartetto Cetra può tranquillamente ritenersi perlomeno allo stesso livello degli interpreti originali.